
Dove, come, quando posizionare i nidi artificiali
I parametri più importanti per avere la maggior probabilità che un nido artificiale venga utilizzato dagli uccelli
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Indice:
Introduzione
Per avere le maggiori probabilità di occupazione di un nido artificiale vi è una regola fondamentale: i nidi artificiali sono utili e vengono occupati in quegli ambienti dove le specie non hanno disponibilità di siti di nidificazione adatti. Ad esempio, installare nidi artificiali per cince o codirosso e altri piccoli passeriformi in un vecchio casolare con i muretti a secco già pieni di cavità risulterebbe praticamente inutile così come installare un nido artificiale per allocchi in un vecchio castagneto che è già ricco di cavità naturali. Invece installare nidi artificiali per cince e altri piccoli passeriformi in piena campagna agricola, dove sono assenti alberi o strutture artificiali con cavità o in un boschetto giovane, dove, anche in questo caso, gli alberi dai tronchi ancora troppo piccoli non presentano cavità scavate dai picchi, può offrire ottime possibilità di nidificazione per gli uccelli e aumentare così la probabilità di occupazione dei nidi artificiali.
Ambiente
Per ogni determinata specie i nidi artificiali vanno installati nell’habitat idoneo dove quella specie può vivere e dove, secondo la regola detta prima, può avere difficoltà a trovare siti adatti alla nidificazione. Inutile installare ad esempio dei nidi per allocco in ambienti habitat dove la specie non è presente, ad esempio in aperta campagna, così come è inutile installare un nido da barbagianni dentro un bosco.
Altezza
Anche l’altezza a cui posizionare i nidi deve rispettare le abitudini delle varie specie; in genere gli uccelli sono molto adattabili, questo è vero, ma soprattutto in certe specie l’altezza è importante. Per comodità in genere installo i nidi artificiali sempre all’altezza minore, questo facilita le operazioni logistiche di posizionamento dei nidi, controllo e manutenzione. A volte si pensa che una maggiore altezza possa proteggere maggiormente i nidi dai predatori ma come si vedrà nel paragrafo dedicato, i predatori possono agire senza problemi anche su nidi posizionati molto alti: una faina, ad esempio, può tranquillamente arrampicarsi anche sul tetto di una casa o su un albero fino a 8-10 metri d’altezza. In genere per la maggioranza delle specie, dai piccoli Passeriformi ai rapaci notturni i nidi possono essere installati a circa 2-3 metri di altezza; sono pochi i casi in cui i nidi vanno installati ad altezze maggiori per esempio per i rondoni, il gheppio e il falco pellegrino.

Orientamento e posizione
Se i nidi sono a box chiuso offrono già una buona protezione e possono essere installati in ogni tipo di posizione; nidi aperti o semi aperti come ad esempio quello per lo scricciolo, il pettirosso o la ballerina bianca vanno installati in posizioni ben nascoste e protette, in mezzo alla vegetazione.
In linea generale il foro d’entrata e il nido stesso va posizionato con un orientamenti a sud/est o sud/ovest; questi quadranti offrono il miglior equilibrio in termini di temperatura. In linea generale è importante evitare di posizionare i nidi verso sud nelle località a clima caldo ed evitare di posizionare i nidi verso nord nelle zone con clima freddo.

I nidi pur essendo ben costruiti e protetti e quindi abbastanza impermeabili e pur avendo un tetto spiovente andrebbero comunque montati in posizione leggermente inclinata verso il basso in modo tale da evitare che in caso di pioggia forte e vento questa possa entrare dentro il nido attraverso il foro d’entrata.
Numero e densità di nidi
Il numero di nidi da installare in una determinata area dipende da molti fattori come ad esempio:
- le specie a cui sono dedicati i nidi artificiali (territorialità, dimensione dei territori, gregarietà)
- la dimensione dell’area
- la qualità dell’habitat e disponibilità di cibo
- la presenza di siti naturali per quelle specie e/o di altre coppie già pre-esistenti
Solitamente si posizionano nidi artificiali per specie che si sa essere presenti nell’area ma molto spesso, se si ha una buona conoscenza ornitologica e un buon intuito, si possono installare nidi per specie che “potenzialmente” potrebbero vivere in una data area ma sono attualmente assenti proprio per mancanza di siti di nidificazione. Da questo punto di vista è dunque importantissimo, come già sottolineato, conoscere l’ecologia delle specie e le loro preferenze di habitat. Se per esempio in una data aera non si è mai osservata la presenza dell’Upupa ciò potrebbe essere dovuto al fatto che quella zona probabilmente non offre una situazione alimentare ideale per questa specie, ad esempio con terreno troppo duro e/o vegetazione troppo alta; installare cassette da upupa dunque difficilmente porterebbe a dei risultati. Viceversa, in un’area di campagna agricola, dove non si è mai osservato il Barbagianni, probabilmente a causa della mancanza di nicchie di nidificazione adatte per questa specie, potrebbe essere utile installare delle cassette nido per questa specie, considerando che l’habitat è idoneo e l’area offre sicuramente buone fonti alimentari (micromammiferi); in questo caso la specie è assente solo perché non trova nicchie di nidificazione idonee.
Le specie a cui sono dedicati i nidi possono influenzare per diversi motivi il numero di nidi e la loro densità:
- Specie di piccole dimensioni come i piccoli Passeriformi, pur essendo territoriali, hanno territori relativamente piccoli, e tanto più piccoli quanto maggiore è l’abbondanza di cibo nell’area considerata. Due coppie di cinciallegra, per esempio, possono nidificare a 50 metri di distanza senza problemi ma anche meno, i nidi per piccoli passeriformi possono essere posizionati fino a 25 m di distanza uno dall’altro.
- Specie di grandi dimensioni hanno territori più grandi e quindi la spaziatura tra i nidi dovrà essere maggiore, ad esempio nel caso della Ghiandaia marina o del Martin pescatore.
- Specie gregarie come le rondini, i balestrucci, i passeri, gli storni, possono nidificare a brevissima distanza e dunque richiedono l’installazione di diversi nidi artificiali molto ravvicinati.
- Tolleranza: alcune specie pur non essendo gregarie sono molto tolleranti, per esempio l’Upupa; nel giardino di un amico, ormai da anni, nidificano ben 4 coppie di upupa in nidi artificiali posizionati a circa 50 metri uno dall’altro. Ho avuto modo di documentare situazioni simili anche con gli Assioli, dove 4 coppie hanno nidificato a circa 50 metri di distanza una dall’altra.
- Specie di dimensioni maggiori, soprattutto se sono predatori, ad esempio i rapaci notturni o diurni richiedono una maggiore spaziatura tra i loro nidi perché hanno territori molto più ampi. È il caso per esempio del Gheppio, Falco pellegrino, Allocco, Barbagianni etc. Anche in questo caso la distanza tra coppie riproduttive comunque dipende dall’idoneità dell’habitat e quindi dall’abbondanza di prede. In ambiente urbano per esempio non è raro trovare coppie di falchi pellegrini a distanza di soli 2 km una dall’altra.
Si possono distinguere due strategie per l’installazione di molteplici nidi artificiali:
a) Installare pochi nidi e aumentare di anno in anno il loro numero fino a raggiungere una buona percentuale di occupazione
b) Installare molti nidi artificiali e negli anni successivi eliminare man mano quelli non occupati per spostarli in altre zone.
In genere io preferisco la seconda strategia, sebbene più costosa. Il motivo principale è che pur conoscendo l’ecologia e le abitudini e preferenze delle specie non siamo in grado di capire esattamente tutti i parametri in base ai quali una coppia sceglie un nido, offrire dunque diversi nidi nella stessa zona aumenta le probabilità di occupazione di un nido perché darà la possibilità agli uccelli di scegliere quello che preferiscono di più sulla base di parametri che spesso noi stessi non possiamo prevedere. Questa strategia si può applicare sia per i piccoli Passeriformi, sia per le specie gregarie e anche per le specie di maggiori dimensioni e rapaci notturni o diurni. In un giardino privato di 1 ettaro per esempio si possono installare 5-6 nidi per passeriformi, in punti diversi, con orientamenti di versi, altezze diverse e magari un po’ differenziati come tipologia (un paio di box chiusi piccoli, un paio di box chiusi medi e un paio di box semi-aperti piccoli). Allo stesso modo in un bosco dove si vorrebbe aiutare gli allocchi si possono installare 3-4 nidi per ogni punto così da dare maggiore possibilità di scelta a ogni singola coppia; stesso discorso vale per il Gheppio, il Falco pellegrino e tutti gli altri rapaci ma anche per Martin pescatore, Upupa e Ghiandaia marina.
Inoltre installare più nidi nello stesso posto non solo facilita la scelta agli uccelli ma li aiuta anche nel cambio di nido da una covata all’altra, i passeriformi infatti in una stagione riproduttiva depongono e portano avanti almeno due covate a volte anche tre ma spesso cambiano nido nella seconda covata perchè nel nido già usato si accumula sporcizia ma anche parassiti, batteri, funghi, muffe.
Quando posizionare i nidi artificiali
Per le specie stanziali (per es. Cinciarella, Cinciallegra) sarebbe meglio montare i nidi già in inverno perché queste specie iniziano a riprodursi molto presto, già a fine marzo/primi di aprile possono costruire il nido; mentre per specie migratrici come Codirosso, Pigliamosche ma anche Rondini e Rondoni, Upupa, Assiolo etc i nidi possono essere installati anche nel mese di febbraio/marzo; queste specie infatti impiegheranno più tempo per iniziare il ciclo riproduttivo e solitamente deporranno la prima covata in aprile o anche maggio. I rapaci come gli allocchi possono già essere in corteggiamento in gennaio dunque i nidi artificiali per questa specie andrebbero collocati con ulteriore anticipo, per esempio già in settembre/ottobre.
Come controllare i nidi artificiali
Il periodo della riproduzione è molto delicato per tutti gli animali e avvicinarsi ai nidi per controllarli frequentemente è pericoloso oltre che inutile e spesso controproducente soprattutto se la stagione riproduttiva è ancora all’inizio, gli uccelli potrebbero infatti spaventarsi dall’eccessiva presenza umana vicino al nido e non utilizzarlo. Molto meglio osservare i nidi a distanza, anche con un binocolo, per vedere se gli uccelli hanno attività riproduttiva entrando e uscendo dal nido, trasportando materiale per la nidificazione o cibo per i pulli.
Esistono comunquediversi modi per controllare i nidisenza disturbare ad esempio usando delle telecamere di sorveglianza o comprando dei nidi “smart” già dotati di telecamere, che consentono osservazione a distanza anche della vita dentro il nido senza disturbare
I controlli in presenza andrebbero evitati o al massimo fatti 1-2 sole volte durante il periodo riproduttivo. Al posto di usare una scala per arrampicarsi e aprire il nido per il controllo è molto più facile e meno invasivo usare unatelecamera fibroscopica, ormai disponibili sul mercato a prezzi molto accessibili.
Quando viene occupato un nido?
Quando si posiziona un nido artificiale, soprattutto se si è alla prima esperienza, si è speso impazienti di vederlo occupato. I Passeriformi in genere occupano abbastanza facilmente i nidi artificiali soprattutto in ambienti dove vi è scarsità di cavità naturali. Sicuramente se al posto di un solo nido ne piazzate di più, ad esempio da 3 a 5 in un giardino anche piccolo, la probabilità di occupazione già nel primo anno è elevata. In linea generale la certezza per capire se un nido è valido o è inutile e andrebbe spostato la si può avere solo dopo 3-4 anni, sia per gli uccelli Passeriformi che per le altre specie (Coraciformi, rapaci notturni, rapaci diurni etc).
Nidi e mangiatoie
Vedo spesso foto di mangiatoie con annessi nidi artificiali; questo abbinamento non serve a niente e soprattutto può essere controproducente da un punto di vista igienico. Sicuramente se nelle vicinanze delle mangiatoie ci sono dei nidi artificiali può essere cosa utile perché già durante l’inverno gli uccelli si abitueranno alla presenza dei nidi e magari inizieranno già a esplorarli per poi usarli in primavera. Collocare invece un nido artificiale insieme alle mangiatoie non aumenta le probabilità di occupazione e può provocare problemi sanitari a causa dei numerosi uccelli che frequentano la mangiatoia e che possono trasportare parassiti e sporcano il nido con le loro deiezioni.
Indice della sezione nidi artificiali per gli uccelli e altri animali:
- 17.1.4.1 Tipologie di nidi artificiali e come scegliere il nido giusto per ogni specie
- 17.1.4.1.3 Aiutiamo i pipistrelli con le Bat-box
- 17.1.4.2 Costruire i nidi artificiali
- 17.1.4.4 Igiene e manutenzione dei nidi artificiali
- 17.1.4.5 Animali problematici per i nidi artificiali: predatori etc.
- 17.1.4.6 Offriamo materiale per il nido agli uccelli
- 17.1.4.7 Domande frequenti (FAQ) sui nidi artificiali











