
Quando e come controllare le fototrappole
Con che frequenza controllare le fototrappole e in che modo scaricare la memoria
Quando controllare le fototrappole (frequenza di controllo)
La frequenza di controllo delle fototrappole dipende da diversi fattori va quindi organizzata in modo diverso in base alle esigenze. I fattori che influiscono sulla frequenza di controllo sono i seguenti:
-Autonomia
Se si usano fototrappole con lunga autonomia di energia e di memoria (sono necessarie entrambe) il controllo si può fare a bassa frequenza ad es una volta al mese, una volta ogni due mesi o anche una volta ogni tre mesi. Se si usano fototrappole con autonomia normale vanno controllate almeno una volta al mese e, infine, se si usano fototrappole a bassa autonomia (ad es con pile ricaricabili da 1,2V) il controllo deve essere settimanale, una volta alla settimana o, al limite, una volta ogni due settimane. Ricordiamo anche che l’autonomia è direttamente collegata al numero di passaggi di animali davanti alla fototrappola: in situazioni normali ad es fototrappola posizionata su un passaggio, su un sentiero etc, ogni giorno non verranno registrati molti passaggi e l’autonomia sarà maggiore ma se la fototrappola è collocata su una fonte di cibo o su un piccolo stagnetto frequentato da passeriformi, è facile che in un solo giorno la fototrappola possa registrare decine e decine di video riempiendo rapidamente anche una memoria molto grande e consumando tantissima energia dunque in questa situazione sono richiesti controlli più frequenti.
-Logistica
La distanza e la raggiungibilità di una fototrappola sono importanti fattori logistici da considerare quando si parla di frequenza di controllo. Fototrappole installate in posti comodi, facili da raggiungere e non lontani possono essere controllate con frequenza elevata, una volta a settimana ad esempio; all’opposto, situazioni in cui le fototrappole sono installate in posti distanti, ad esempio dove è richiesta un’ora di auto per arrivare e altrettanto per tornare e/o in posti scomodi/difficoltosi, dove è richiesta ad esempio un’ora di cammino per raggiungere la fototrappola, richiedono una minore frequenza di controllo ad esempio una volta al mese o una volta ogni due mesi; in tali situazioni è bene utilizzare fototrappole adatte alla lunga autonomia, energetica e di memoria.
-Soggetti/ambiente
Quando si opera in ambienti molto selvaggi, lontani da zone antropizzate, gli animali sono meno abituati alla presenza dell’uomo dunque entrare in un bosco di questo tipo crea sempre un disturbo alla fauna, anche se ridotto. Una situazione simile si ha quando si monitorano specie molto sospettose, soprattutto se ciò avviene in ambienti molto selvaggi, anche in questo caso tutte le volte che ci si reca sul posto a controllare le fototrappole si arreca un certo disturbo. Per questo motivo, in tali situazioni, è bene operare con fototrappole a lunga autonomia e ridurre i controlli a bassa o bassissima frequenza, da una volta al mese a una volta ogni 2-3 mesi.
Come controllare le fototrappole: come scaricare le schede di memoria
Una volta sul campo ci sono diversi metodi per scaricare la memoria delle fototrappole, vediamoli uno per uno, con i relativi vantaggi e svantaggi.
1) Doppia scheda: è la soluzione più “leggera” e veloce ma anche la più costosa, si usano 2 schede di memoria per ogni fototrappola, così da sostituire la scheda piena con quella vuota. Non mescolare le schede di fototrappole diverse e comunque, per sicurezza, formattare dalla fototrappola la scheda di memoria tutte le volte che la si reinserisce.
2) Pc portatile: è la soluzione più pesante e ingombrante, soprattutto se si usa un portatile “standard”, di una certa dimensione e peso; il vantaggio è di tipo economico infatti si potrà usare una sola scheda per ogni trappola e si scaricheranno i files abbastanza velocemente (in base, ovviamente, alla velocità del portatile stesso).

3) Tablet/Smartphone: è una soluzione intermedia, leggera (perché lo Smartphone lo si porta sempre con se) ed economica perché basta una sola scheda per trappola; per scaricare le foto/video delle fototrappole su smartphone o tablet si usano apposite chiavette con lettore di schede (SD e Micro-SD). Può essere però una soluzione un po’ lenta perché se non si usa uno Smartphone di ultima generazione potrebbe impiegare molto tempo a scaricare grandi quantità di video. È da notare inoltre che non tutti gli Smartphones hanno possibilità di collegarsi a un lettore di schede, solo i modelli che hanno la tecnologia OTG (tutti i modelli Samsung ad esempio) possono essere utilizzati per questo scopo. Per poter scaricare foto e video sullo Smartphone è necessario assicurarsi che vi sia abbastanza memoria libera; per fortuna molti Smartphone moderni hanno la possibilità di inserire una Micro-SD per ampliarne le capacità di memoria; se si scaricano grandi quantità di files è utile dunque dotare il proprio Smartphone di una capiente Micro-SD per es da 128 Gb o da 256 Gb (ad esempio Lexar 128 Gb o 256 Gb).
4) Wifi: alcune fototrappole consentono anche di scaricare i files via wifi; questa soluzione comunque è poco consigliata in quanto il wifi consuma le batterie della fototrappola ed è piuttosto lento nel trasferimento quindi inadatto in situazioni in cui si devono scaricare numerosi Gb di video.
Quale soluzione scegliere? Se si usano poche fototrappole si può optare per la doppia scheda soprattutto se le trappole sono in alta qualità e i files video dunque sono di grandi dimensione o se si controllano le fototrappole a intervalli lunghi e dunque si trovano le schede quasi sempre piene. Nel caso di fototrappole da monitoraggio, che registrano video non di alta qualità e magari che vengono controllate spesso (ad esempio una volta alla settimana) si può optare per l’uso dello Smartphone. Se si usano invece numerose fototrappole di alta qualità avere la doppia scheda per ogni fototrappola può risultare costoso, soprattutto se si usano schede di grande capienza, e scaricare centinaia di video di alta qualità nello Smartphone risulterà un’operazione troppo lenta; in questo caso dunque è consigliabile usare un computer portatile, possibilmente un modello potente e allo stesso tempo piccolo e leggero.










