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Igiene, cura e aspetti sanitari delle mangiatoie

Evitiamo di creare dei danni alla fauna curando l’igiene e gli aspetti sanitari delle mangiatoie

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Indice:

Introduzione

Spesso, ma non sempre, quando si alimenta artificialmente la fauna, si ha come conseguenza una densità più elevata di soggetti rispetto alle condizioni naturali. queste possono facilitare la diffusione di patogeni a causa dell’alta concentrazione di soggetti presso i siti di alimentazione.

L’igiene stessa delle eventuali strutture o punti dove viene somministrato il cibo deve essere gestito in maniera accurata. La trasmissione di patogeni presso i siti di alimentazione artificiale può avvenire a prescindere dal cibo utilizzato; animali portatori di determinati patogeni o già ammalati si trovano a contatto molto stretto con gli altri soggetti e, inoltre, due o più soggetti possono alimentarsi sulla stessa mangiatoia o sullo stesso cibo facilitando così la trasmissione dei patogeni.

Sono numerosi gli studi in letteratura che dimostrano una maggiore diffusione di patogeni nelle mangiatoie artificiali, ad esempio Hartup & al. (1998) hanno concluso in uno studio sulle mangiatoie artificiali che queste facilitano la diffusione della congiuntivite micoplasmica a causa dell’elevata concentrazione di uccelli che rende più probabile la trasmissione ma anche a causa del fatto che il microrganismo patogeno rimane più protetto all’interno delle mangiatoie sopravvivendo alle intemperie.

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Principali patologie degli uccelli alle mangiatoie

Tra i problemi sanitari riscontrabili negli uccelli che frequentano le mangiatoie vi sono:

Problemi alle zampe:

si osservano spesso nei fringuelli e sono causati da papilloma virus o da acari che provocano malattie della pelle (rogna cnemidocoptica); in entrambi i casi si formano delle escrescenze di colore chiaro nei piedi o sulle dita dei piedi.

Escherichia albertii:

E’ una patologia tipica degli uccelli che arrivano in gruppi numerosi alle mangiatoie come i fringillidi (Frinquelli, Verdoni etc). Colpisce tipicamente il tratto digestivo e i soggetti ammalati mostrano segni non specifici come letargia generale e piumaggio arruffato

Salmonellosi:

E’ causata da un batterio (Salmonella typhimurium); molto comune tra i Verdoni e i Passeri; gli individui ammalati mostrano letargia e piumaggio arruffato. Il batterio della Salmonella può persistere nell’ambiente esterno anche per settimane o mesi e l’infezione si trasmette attraverso le deiezioni degli uccelli ammalati che vanno a contaminare cibo e fonti d’acqua.

Pox virus aviare:

Colpisce principalmente la Passera scopaiola, i passeri, il colombaccio e diverse specie di  cince, come ad esempio la Cinciallegra. Provoca lo sviluppo di masse simili a tumori sulla testa (soprattutto vicino agli occhi e al becco), sulle zampe, sulle ali e anche in altre parti del corpo. Queste masse possono rimanere di piccole dimensioni ma a volte possono diventare molto grandi soprattutto nelle Cinciallegre, a tal punto da impedire agli uccelli di vedere bene o di alimentarsi o di volare. Può essere trasmesso da punture di insetti o da contatto diretto tra gli uccelli ma anche da contatto indiretto attraverso superfici contaminate come ad esempio le mangiatoie.

L’eccessiva concentrazione di uccelli nelle mangiatoie è molto pericolosa e da evitare il più possibile

Come gestire l’igiene nelle mangiatoie

Ci sono alcuni semplici consigli da seguire per ridurre i rischi di diffusione di patologie tra gli ospiti delle mangiatoie perché la prevenzione è sempre la migliore soluzione:

-Usare modelli di mangiatoia facili da pulire e disinfettare, meglio in plastica; se in legno devono essere ben costruite, senza fessure o spaccature dove si possano accumulare vecchio cibo, deiezioni che possono creare ambienti ideali per i patogeni.

-Usare più mangiatoie per evitare di creare alte concentrazioni di uccelli sulla stessa mangiatoia

-Se si alimentano gli uccelli a terra è bene cambiare il sito di alimentazione periodicamente

-Tenere mangiatoie di riserva da sostituire periodicamente a quelle in uso, che andranno poi lavate, pulite e disinfettate adeguatamente.

-Rispettare le regole minime di igiene personale: usare guanti (meglio se usa e getta) quando si eseguono lavori nelle mangiatoie e lavare bene le mani alla fine.

-Evitare di posizionare i punti d’acqua sotto le mangiatoie e i posatoi, ed evitare di posizionare le mangiatoie sotto i posatoi abituali degli uccelli; questo è importante per evitare che le deiezioni degli uccelli finiscano sul cibo o sull’acqua.

-Controllare sempre il cibo per evitare che si accumuli; se si vede che il cibo non viene consumato ridurre le dosi ed eliminare il cibo vecchio.

Disinfettanti da utilizzare: Lisoform o amuchina diluiti. Per una pulizia più efficiente anche contro i virus si possono usare prodotti più specifici come il GD90 o il Germocid.

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Altre problematiche legate all’alimentazione artificiale

Maggiori dettagli sugli aspetti etici e legali dell’alimentazione artificiale sono forniti nella sezione etica e aspetti legali della fotografia. Vediamone una sintesi:

1) Aspetti sanitari

Gli esempi in letteratura scientifica sono numerosissimi, riguardano soprattutto i Mammiferi, ma non solo. Numerosissimi sono i casi di problemi sanitari legati all’alimentazione artificiale di Ungulati (tubercolosi bovina, brucellosi, congiuntiviti etc.) e Carnivori; ci sono però numerosi studi relativi anche ad altre specie per esempio la diffusione di salmonellosi, la Tricomoniasi, il Pox virus e micotossine tra i passeriformi alimentati nelle mangiatoie artificiali.

Fondamentalmente i problemi sanitari che si possono avere nell’alimentazione artificiale della fauna sono di 2 tipi:

a) Origine degli alimenti

Se i cibi utilizzati non sono sanitariamente controllati essi possono risultare dannosi per gli animali provocando malattie o avvelenamenti ad esempio utilizzando carcasse di provenienza ignota, o animali uccisi da cacciatori che possono contenere pallini di piombo all’interno.

b) Cibi sbagliati o dannosi

Usare cibi non adatti, contenenti sostanze (per es conservanti, coloranti, spezie, etc) che sugli umani non hanno effetti ma possono essere dannose per i selvatici, oppure alimenti che forniscono scarso valore nutrizionale sono tutti aspetti dell’alimentazione artificiale che possono portare a patologie e fino alla morte dei selvatici. E’ importante dunque utilizzare sempre alimenti naturali e possibilmente specifici per la fauna selvatica.

2) Disabituazione ad alimentarsi autonomamente

Una delle maggiori critiche alle tecniche di alimentazione artificiale della fauna è basata sul concetto che gli animali abituati ad avere cibo sempre disponibile possano disabituarsi ad alimentarsi da soli. Questo aspetto è ancora da chiarire e sono necessari studi scientifici mirati, nella maggioranza dei casi  l’alimentazione artificiale non causa dipendenze (ad es. Brittingham, & Temple, 1992) ma sono comunque noti dei casi di animali che essendo troppo abituati al cibo artificiale avevano difficoltà a procacciarsi il cibo autonomamente. Questo succede soprattutto quando:

  • l’alimentazione è continua e abbondante
  • gli esemplari coinvolti sono giovani soprattutto se la specie coinvolta è “specialista” e per alimentarsi deve usare tecniche di caccia o foraggiamento complesse che vanno apprese in giovane età altrimenti non verranno più apprese.
  • nei mammiferi, i cuccioli possono imparare dagli adulti a loro volta abituati, ad alimentarsi sul cibo fornito artificialmente.

3) Rischio di predazione

Concentrare molti soggetti artificialmente, come può avvenire somministrando cibo, può incrementare il rischio di predazione; questo, ad esempio, accade tipicamente nelle classiche mangiatoie per Passeriforim dove gli Sparvieri, soprattutto, imparano facilmente a sfruttare la situazione per cacciare più facilmente.

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Cintura appuntita anti-predatore per alberi o pali

4) Incidenti

Anche i casi di mortalità provocata indirettamente dall’alimentazione artificiale sono noti in letteratura scientifica; in alcuni casi, con fonti di cibo posizionate erroneamente vicino alle strade si è avuto un incremento di incidenti stradali; sono noti anche numerosissimi casi di “incidenti” dovuti ad elementi artificiali presenti nelle mangiatoie (chiodi sporgenti, cavi etc) e le retine stesse che contengono le palle di grasso e arachidi vendute commercialmente a volte provocano la morte o il ferimento di soggetti che possono facilmente rimanervi impigliati; nel caso delle mangiatoie artificiali per Passeriformi sono frequenti anche i casi di impatti con le vetrate delle abitazioni vicine.

6) Influenzare la dinamica delle popolazioni

Quando gli animali si concentrano in un’area a causa dell’alimentazione artificiale possono verificarsi dei cambiamenti nelle loro dinamiche naturali ad esempio i loro spostamenti giornalieri o stagionali possono essere modificati, la densità “artificiale” dei soggetti vicino alla fonte di cibo artificiale può creare competizione tra gli individui, con relativi rischi di aggressività e lotte che possono portare a ferite o morte dei soggetti. L’alimentazione artificiale di predatori può ridurre la pressione predatoria sulle prede naturali e quindi sbilanciare gli equilibri naturali di una comunità oppure può attrarre altri predatori nell’area. Anche in questo caso ci sono diversi studi in letteratura sull’argomento, per esempio Fersterer et Al. (2001) hanno valutato come le stazioni di alimentazione artificiale per gli orsi possano influenzarne i movimenti nel tempo, aumentandone la concentrazione vicino ai siti di alimentazione e incrementando la dimensione della popolazione.

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7) Problemi dovuti al periodo errato

Alimentare fauna selvatica può avere conseguenze negative se fatto nei periodi sbagliati. Nel caso delle mangiatoie per Passeriformi, come spesso viene consigliato, è infatti sbagliato continuare a fornire cibo in Primavera, soprattutto continuando ad utilizzare i cibi invernali che sono molto grassi e non adatti alla bella stagione. Allo stesso modo, per esempio, alimentare nel periodo riproduttivo con cibi artificiali, che poi verrebbero utilizzati dagli adulti per imbeccare la prole, può produrre gravi conseguenze sulla crescita dei pulli. Inoltre, come si è già detto, alimentare artificialmente nei periodi in cui io giovani, sia di Mammiferi che di Uccelli sono alle prime esperienze potrebbe indurli a disabituarsi o non imparare ad alimentarsi autonomamente.

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Regole di base per un corretto utilizzo delle tecniche di alimentazione artificiale

1) Usare cibi adatti

  • utilizzare solo cibo naturale o cibo specifico per animali (come i vari pastoni per insettivori, impasti di strutto e arachidi per mangiatoie etc).
  • utilizzare alimenti adatti alla specie target
  • Nel caso di carnivori utilizzare solo carne non elaborata quindi evitare insaccati, salumi, wurstel etc (esistono appositi rivenditori di cibo surgelato per rapaci come quaglie, topi, ratti etc).
  • Controllare sempre la provenienza sicura dal punto di vista sanitario dei cibi che si utilizzano.
  • Non utilizzare animali trovati morti per le strade perché potrebbero trasportare patogeni
  • Non utilizzare animali trovati morti in giro (potrebbero contenere pallini da caccia che sono altamente velenosi o potrebbero essere morti per malattia).
  • Non usare pane o biscotti secchi, questi alimenti danno agli uccelli un senso di sazietà ma non forniscono sufficiente energia per superare le fredde notti invernali, portandoli facilmente alla morte.
  • Non usare prede vive, in Italia questo è  illegale (Art. 544 ter del Codice Penale); l’unica eccezione è per gli invertebrati (camole o tarme della farina/miele, lombrichi, blatte, caimani etc).

2) Igiene

  • Utilizzare supporti per il cibo che siano facilmente pulibili.
  • Se si fissa il cibo su posatoi in legno, cambiare i posatoi periodicamente con altri nuovi
  • Pulire e disinfettare periodicamente i supporti per il cibo e le mangiatoie
  • Non concentrare troppo cibo e soprattutto troppe tipologie di cibi diversi in un unico punto
  • Rimuovere periodicamente il cibo rimasto ed andato a male.
  • Cambiare spesso la posizione dove si fornisce cibo artificiale
  • Conservare correttamente il cibo che viene poi fornito ai selvatici. Ad esempio i cibi a base di semi vanno conservati in luoghi asciutti e privi di umidità, impedendo l’accesso ai topi ed altri roditori; la carne congelata non deve essere tenuta oltre i 3 mesi nel congelatore.
  • Non utilizzare grandi quantità di cibo che possono accumularsi; razionare il cibo in modo tale che venga consumato tutto in 1-2 giorni al massimo

3) Quantità

-Non attrarre grandi numeri di soggetti, questo a scopo fotografico è anche controproducente. Le quantità di cibo fornito dovrebbero esempre essere ridotte al minimo, quanto basta per attrarre un solo soggetto o pochi esemplari, in base alla specie (tecnica del “Low Density Feeding”; Sorensen et al., 2014). Questo previene molti problemi dal punto di vista sanitario e non solo (evita aggressività tra i soggetti, riduce la probabilità di predazione dei soggetti etc).

-A parte alcune eccezioni (Passeriformi nelle mangiatoie classiche) è importante non fornire eccessive quantità di cibo agli animali, così da non abituarli troppo al cibo artificiale e costringerli comunque a procacciarsi il resto del cibo autonomamente. Se ad esempio si sta pasturando una Poiana, basta usare solo un’ala di pollo ogni 2-3 giorni così da costringere il rapace a cacciare autonomamente e non abituarsi troppo al cibo fornito artificialmente.

4) Frequenza e periodi

-L’alimentazione artificiale andrebbe utilizzata solo durante l’inverno, a prescindere dalla specie; questo vale sia per i piccoli passeriformi delle mangiatoie sia per i rapaci, notturni o diurni, sia per i Mammiferi; alimentare artificialmente in altri periodi potrebbe portare dei problemi per esempio: una supplementazione artificiale di cibo prolungata può disabituare gli adulti a procacciarsi il cibo da soli, il cibo fornito artificialmente d’inverno non è adatto ai periodi più caldi (per esempio nel caso di grasso, strutto, arachidi tipicamente utilizzati per i Passeriformi, i quali, anche se granivori, in primavera/estate consumano grandi quantità di insetti), gli adulti potrebbero usare il cibo artificiale per alimentare i pulli o i giovani e questo può avere conseguenze negative per esempio per la loro crescita, i giovani potrebbero abituarsi ad alimentarsi sulle fonti artificiali di cibo e non apprendere le necessarie tecniche per procacciarsi il cibo autonomamente.

-Anche nei periodi in cui si alimenta artificialmente, a parte alcune eccezioni (ad esempio i piccoli passeriformi nelle classiche mangiatoie in giardino), non bisognerebbe fornire cibo in modo troppo costante proprio per non abituare troppo i soggetti ad avere cibo facile. Come si diceva ci sono delle eccezioni ad esempio i Passeriformi solitamente alimentati con le classiche mangiatoie in inverno; in questo caso è importante mantenere la fornitura di cibo costante e quotidianamente una volta che si inizia.

-Non alimentare gli animali selvatici dalle proprie mani per evitare di rendere i soggetti troppo confidenti con l’uomo. Quando si usa la tecnica dell’alimentazione artificiale non si deve dar modo ai soggetti di associare il cibo con l’essere umano e per questo motivo bisogna posizionare il cibo quando i soggetti non sono presenti e rimanere sempre nascosti nei capanni.

5) Strutture e localizzazione

-Usare strutture adeguate per evitare qualsiasi tipo di incidente (retine o fili che possono far impigliare gli uccelli, fil di ferro o chiodi/viti acuminati che possono ferire gli animali etc).

-Evitare di pasturare animali in luoghi antropizzati, vicino ad abitazioni e strade. Preferire sempre location molto distanti da qualsiasi attività umana e in zone con dove la caccia è vietata. Nel caso di mangiatoie per passeriformi evitare di porle vicino a finestre o vetrate di altro genere e in caso utilizzare gli appositi adesivi per ridurre la probabilità di impatto sulle vetrate.

Sintesi delle regole di base per un corretto uso delle mangiatoie artificiali

  • Fornire cibo solo d’inverno, iniziare in ottobre/novembre e smettere, gradualmente in aprile (tra la primavera e l’autunno non serve alimentare gli uccelli selvatici e, anzi, può provocare loro diversi problemi)
  • Fornire diverse tipologie di cibo così da poter aiutare/attirare diverse specie; i cibi principali da utilizzare sono: semi di girasole, palle di arachidi e strutto, pastone da insettivori, melograno, cachi e se possibile camole (tarme) della farina vive.
  • Usare cibi e alimenti sani, freschi e privi di patogeni; ove possibile usare cibi specifici per gli uccelli.
  • Una volta che si è iniziato bisogna fornire cibo regolarmente e non interrompere mai, soprattutto in caso di gelo o neve 
  • Riempite le mangiatoie di cibo la sera così al mattino presto gli uccelli troveranno già di cosa alimentarsi. 
  • Fornire anche acqua liquida, soprattutto d’inverno quando può gelare -Curare l’igiene delle mangiatoie (pulirle regolarmente, non creare accumuli di cibo, non posizionarle sotto i posatoi) 
  • Meglio non fornire pane e briciole; preferire cibi grassi (semi di girasole, arachidi, strutto)
  • Non usare cibi conditi, arachidi o altra frutta secca salata, preferire se possibile cibi specificamente venduti per gli uccelli.
  • Fare attenzione ai predatori; se ci sono gatti in giro posizionare le mangiatoie in alto e usare gli appositi dissuasori per evitare che i gatti possano arrampicarsi

Bibliografia

Brittingham, MC and SA Temple. 1992. Does winter bird feeding promote dependency? Journal of Field Ornithology 63: 190-194.

Dubois S, Fraser D. A Framework to Evaluate Wildlife Feeding in Research, Wildlife Management Tourism and Recreation. Animals (Basel). 2013 Oct 11;3(4):978-94. doi: 10.3390/ani3040978.PubMed PMID: 26479747; PubMed Central PMCID: PMC4494361.

Dunkley, L. and Cattet, M.R.L., “A Comprehensive Review of the Ecological and Human Social Effects of Artificial Feeding and Baiting of Wildlife” (2003). Canadian Cooperative Wildlife Health Centre: Newsletters & Publications. Paper 21.

Hanmer HJ, Thomas RL, Fellowes MD. 2017 Provision of supplementary food for wild birds may increase the risk of local nest predation. Ibis 159, 158 – 167. (doi:10.1111/ibi.12432)

Hartup, BK, HO Mohammed, GV Kollias, AA Dhond. 1998. Risk factors associated with mycoplasmal conjunctivitis in house finches. Journal of Wildlife Diseases 34: 281-288.

Lawson B, Robinson RA, Toms MP, Risely K, MacDonald S, Cunningham AA. Health hazards to wild birds and risk factors associated with anthropogenic food provisioning. Philos Trans R Soc Lond B Biol Sci. 2018 May 5;373(1745). 

Reynolds SJ, Galbraith JA, Smith JA, Jones DN. 2017 Garden bird feeding: insights and prospects from a north – south comparison of this global urban phenomenon. Front. Ecol. Evol. 5, 24. (doi:10.3389/ fevo.2017.00024)

Sorensen A., Van Beest F. M., Book R. K. 2014. Impacts of wildlife baiting and supplemental feeding on infectious disase transmission risk: A sntesis of knowledge. Preventive Veterinary Medicine 113: 356-363

Indice della sezione mangiatoie per uccelli selvatici

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