Aspetti generali e definizione del fototrappolaggio scientifico
Le fototrappole sono diventate oggi un potentissimo strumento utilizzato negli studi scientifici sulla fauna selvatica e sono oggi utilizzate in numerosissimi progetti di studio e di conservazione in tutto il mondo. Le fototrappole lavorano indipendentemente dalla presenza di una persona sul campo, una volta che sono state settate, questo vuol dire che possono essere monitorate aree molto ampie, usando più fototrappole e per periodi molto lunghi senza disturbare gli animali, sia di giorno che di notte. Le fototrappole infatti sono utilissime per specie molto elusive e criptiche e hanno permesso di riscoprire la presenza di certe specie in aree dove si pensavano ormai estinte o dove non se ne conosceva la presenza; per esempio hanno permesso di individuare una specie elusiva come il Gatto baio (Catopuma badia) nella Danum Valley in Malaysia, specie che non si sapeva che fosse presente in quell’area perché non era mai stata osservata direttamente.
Il fototrappolaggio viene utilizzato per molte tipologie di studi, oltre che scoprire specie, è utile infatti nelle stime di abbondanza, nello studio del comportamento, studi sull’habitat o sull’alimentazione e tanto altro.
Definizione di fototrappolaggio scientifico
Tecnica di rilevamento passivo della fauna basata su apparecchiature dotate di sensori di movimento e ottica fotografica (fototrappole) che documentano con foto e/o video il passaggio di un animale e il suo comportamento. I dati raccolti vengono usati per studi scientifici di vario tipo, fini conservazionistici e gestionali o anche scopi educativi.
Questa sezione non sarà esaustiva perché esistono già, gratuitamente disponibili, numerosi manuali specifici sull’uso delle fototrappole nell’ambito scientifico; di seguito elenchiamo i più importanti dai quali sono stati tratti, sinteticamente, anche i testi presenti in queste pagine:
Libri gratuiti online sul fototrappolaggio scientifico:
Camera Trap ClassifierPer gli smanettoni questo codice consente di identificare automaticamente gli animali ripresi con le fototrappole “addestrando” una rete neurale