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Studiare l’ambiente e la biologia delle specie

Lo studio e conoscenza delle specie e dell’ambiente aiutano ad ottenere i migliori risultati nel fototrappolaggio

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Per ottenere i migliori risultati nel fototrappolaggio è bene conoscere a fondo la biologia delle specie e l’ambiente dove si opera. Analizziamo meglio questi due aspetti:

Studio della biologia delle specie

Conoscere la vita, le abitudini, la biologia delle specie che ci interessano è molto importante e non bisogna usare solo internet o chiedere all’intelligenza artificiale, i libri sono ancora la fonte migliore di informazioni. Nella bibliografia italiana, purtroppo, non ci sono molti testi specifici, ad esempio monografie su determinate specie, per questo tipo di libri bisogna rivolgersi a testi in inglese (ad esempio monografia su tasso, faina, istrice etc). Dalla conoscenza acquisita studiando la biologia delle specie otterremo tante informazioni utili per capire come documentare al meglio quelle specie con le fototrappole e troveremo anche risposte a curiosità o a domande che ci sorgono su quella specie magari dopo aver documentato un comportamento particolare.

Tracce e segni degli animali

Fondamentale per il fototrappolatore naturalistico è la conoscenza delle tracce e degli altri segni di presenza che gli animali lasciano in natura; grazie a questi indizi infatti sarà più facile capire dove è presente una specie, dove è passata, cosa ha fatto (si è alimentata, ha marcato etc) e dunque scegliere i posti migliori per posizionare la fototrappola. Su questo argomento, anche in italiano, esistono tantissimi libri disponibili su cui poter studiare.

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Studio della ambiente per il posizionamento delle fototrappole

Lo studio dell’ambiente e della zona dove posizionare le fototrappole è altrettanto importante. Si fa in due fasi:

Prima fase: lo studio a casa

In questa fase, usando le mappe online, soprattutto quelle satellitari ma anche quelle fisiche, ad esempio su Google Maps. Dalle mappe possiamo vedere i sentieri e percorsi che si inoltrano nella zona, le radure, i punti d’acqua (almeno quelli principali più visibili) e tante altre caratteristiche che possono essere di interesse successivamente sul campo.

Seconda fase: l’esplorazione sul campo

Dopo lo studio sulle mappe è ovviamente fondamentale la valutazione sul campo e l’esplorazione dell’ambiente dove si vuole operare. Una prima componente da valutare sarà l’habitat o gli habitat presenti, grazie a queste informazioni si potrà capire o anche “prevedere” quali specie animali si potranno trovare nella zona di interesse; la seconda componente della ricerca ed esplorazione invece è mirata alla ricerca di tracce e segni di presenza degli animali, dei loro sentieri e di altri punti adatti per installare le fototrappole come le fonti d’acqua, i passaggi obbligai, i posatoi dominanti etc. Come si diceva a proposito del problema dei furti, se non si conosce bene la zona si deve valutare la sua “pericolosità” in termini di rischio furti ed è quindi bene inizialmente installare fototrappole molto economiche. Inoltre, a scopo di monitoraggio, inizialmente è utile usare fototrappole grandangolari che possano riprendere ampie zone per massimizzare le possibilità di intercettare i soggetti.

La tecnica dell’inseguimento

Molto utile per capire il comportamento dei soggetti ed eventualmente individuare punti di fototrappolaggio più adatti è la “tecnica dell’inseguimento”: se, per esempio, in un sentiero, abbiamo documentato un tasso che passa spesso, praticamente tutti i giorni, verso una direzione, possiamo spostare la fototrappola per “seguirlo” e capire dove va e/o da dove viene, nel primo caso la fototrappola va spostata più avanti, nella direzione verso cui si muove il soggetto mentre nel secondo caso la fototrappola va spostata più indietro per capire da dove viene il soggetto. Ovviamente l’ideale sarebbe di usare due fototrappole per seguire gli spostamenti del soggetto in entrambe le direzioni.

Solo dopo aver studiato la zona e monitorato la situazione (anche per il rischio furti) sarà possibile capire se e dove posizionare fototrappole più costose e di maggiore qualità.

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