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Obiettivo (ottica) di una fototrappola

Le funzioni software da impostare obbligatoriamente in una fototrappola

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Indice

obiettivo ottica fototrappola

Luminosità

Dipende dalla dimensione della lente utilizzata, normalmente si usano lenti piuttosto piccole dunque la luminosità non è mai particolarmente elevata. Si misura con la F tipicamente usata per gli obiettivi fotografici ma raramente i produttori forniscono nelle caratteristiche tecniche delle trappole questa informazione. Più è piccolo il valore della F (ad esempio F 1,8) maggiore sarà la luminosità dell’ottica.

Messa a fuoco nelle fototrappole

Non esistono fototrappole con autofocus come nelle moderne fotocamere digitali, primo perché se la fototrappola deve scattare immediatamente non può impiegare tempo per la messa a fuoco e secondo perché di notte la fototrappola avrebbe problemi a mettere a fuoco. Il fuoco nelle lenti delle fototrappole è fisso, e non può neanche essere regolato; trattandosi di lenti grandangolari (più o meno grandangolari in base al loro angolo di campo) e trattandosi di sensori molto piccoli, il fuoco fisso delle fototrappole ha una elevata profondità di campo dove quindi tutto è a fuoco, a partire da una distanza minima. Generalmente la distanza minima di messa a fuoco delle fototrappole è di circa 1,5-2 metri, questo vuol dire che tutto ciò che si trova da 1,5-2 metri di distanza dalla fototrappola fino all’infinito sarà a fuoco, mentre tutto ciò che si trova più vicino di 1,5-2 metri non sarà a fuoco. Solo pochi modelli di fototrappole hanno la capacità di avere una messa a fuoco a breve distanza (ad es 30-50 cm) risultando quindi adatte a piccoli animali.

Corso avanzato di fototrappolaggio

Angolo di campo dell’ottica nelle fototrappole

Si misura in gradi e indica quanto spazio inquadra l’obiettivo ad una data distanza. È un parametro molto importante nella scelta di una fototrappola; in genere le fototrappole hanno angoli di campo di circa 50-60° il che vuol dire che a 2 metri di distanza il campo inquadrato è di circa 2 metri, mentre a 6 metri di distanza il campo inquadrato è di 6 metri. Diversi modelli di fototrappole hanno però ottiche grandangolari, con angoli di campo di 100-110°, in questo caso quindi il campo inquadrato è il doppio. Le ottiche grandangolari hanno il vantaggio di poter inquadrare dunque una superficie maggiore ma gli animali, a parità di distanza, risulteranno più piccoli nell’immagine.

angolo di campo obiettivi fotografici

Qualità delle lenti nelle fototrappole

Purtroppo misurare in modo preciso e matematico la qualità di un’ottica è molto complesso e non troverete mai questo tipo di informazione tra le caratteristiche tecniche di una fototrappola; nella realtà però bisogna ammettere che ci sono fototrappole e fototrappole, i modelli più economici hanno ottiche non di altissima qualità mentre i modelli più costosi, di solito, hanno ottiche con qualità migliore. Fisicamente la qualità dell’ottica dipende principalmente dal materiale con cui è realizzata; nella maggior parte dei casi le ottiche delle fototrappole compatte sono in plastica e non in vetro ma anche con questo materiale ci possono essere delle differenze sostanziali tra un’ottica realizzata con plastica di scarsa qualità e un’ottica realizzata con plastica di qualità maggiore.

Manuale avanzato di fototrappolaggio

Fototrappole a doppia ottica

Si stanno diffondendo sempre di più modelli di fototrappole che possiedono una doppia ottica, una per foto/video diurni e una per foto/video notturni. I vantaggi di questi sistemi sono due: avere una migliore qualità ed evitare il rumore provocato dallo switcher-IR che potrebbe spaventare gli animali.

fototrappola doppia ottica

Switcher IR

Tutti i sensori fotografici digitali (fotocamere, videocamere, smartphone etc) sono in grado di percepire la radiazione IR e UV; questo però provoca una perdita di naturalità dei colori delle foto e per questo ogni sensore è dotato di un filtro detto IR-CUT (o IR-UV-CUT) che impedisce l’entrata delle radiazioni IR e UV nel sensore, restituendo così immagini a colori naturali. Un sensore dotato del filtro IR-Cut dunque non è più in grado di “vedere” la radiazione IR. I sensori fotografici delle fototrappole hanno un filtro IR-UV-Cut mobile attraverso un meccanismo elettromagnetico detto “switcher” che è collegato a un sensore crepuscolare: durante il giorno, quando la luminosità è elevata, lo switcher tiene il filtro IR-UV-Cut abbassato sul sensore così da poter catturare foto a colori naturali, quando la luminosità scende sotto un certo livello, il sensore crepuscolare invia un comando allo switcher per alzare il filtro IR-UV-Cut da davanti al sensore così che esso possa percepire anche la radiazione infrarossa, sia naturale (al crepuscolo o all’alba) sia quella prodotta dagli illuminatori IR di cui le fototrappole sono dotate; in questo modo la fototrappola può catturare foto e video notturni all’infrarosso (e quindi in bianco e nero o comunque monocromatici) senza disturbare gli animali. Lo switcher elettromeccanico produce un rumore, un “tac” due volte al giorno: all’alba quando si abbassa e all’imbrunire quando si abbassa; questo rumore può spaventare un animale eventualmente presente davanti alla trappola in quel momento.

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