copertina aspetti etica e leggi della fotografia naturalistica

Etica e leggi nella fotografia naturalistica

Fotografia a rettili, anfibi e fauna minore: aspetti etici e legali

Specie comuni e facili da fotografare ma molto delicate, richiedono massima attenzione

Indice:

Introduzione

Anfibi, Rettili e in generale la piccola fauna (micromammiferi, Crostacei, Molluschi etc.) sono protetti da diverse leggi e normative, sia internazionali che nazionali e regionali.

Per quasi tutte le specie, con pochissime eccezioni (ad esempio Rospo comune, Arvicole, Topi, Talpe) è assolutamente vietata la cattura o il maneggiamento.

I ricercatori per poter catturare e maneggiare la fauna minore come rettili anfibi e piccoli mammiferi hanno bisogno di permessi speciali, che eventualmente valgono anche per i fotografi. Questi permessi si ottengono dal Ministero dell’Ambiente (dopo apposito parere di ISPRA) e sono basati sulla Direttiva 2010.63. EU (certificato di competenza di categoria B per la manipolazione degli animali).

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Aspetti etici  e legali nella fotografia di Anfibi e Rettili

La tipica tecnica dell’acquario da campo (o del terrario) comunemente usata da molti fotografi per fotografare ad esempio tritoni, gamberi di fiume etc è dunque illegale, così come è illegale la cattura, lo spostamento di soggetti, il raffreddamento o refrigeramento.

Anfibi e Rettili e la piccola fauna in generale vanno dunque fotografati senza alcuna interazione, così come vengono osservati sul campo, utilizzando attrezzature adeguate. Se si vogliono fotografare rettili anche con un grandangolo sarà necessario cercarli nei posti e orari adeguati (ad esempio nelle pietraie, all’alba) e con un po’ di fortuna potrà capitare di incontrare soggetti tranquilli, ancora freddi, che si lasceranno avvicinare anche a tiro di grandangolo; se si vogliono fotografare anfibi sott’acqua o crostacei come il granchio di fiume o il gambero di fiume, sarà necessario dotarsi di apposite attrezzature subacquee; del resto fotografare questi soggetti nel loro ambiente naturale produce scatti molto più d’impatto rispetto alla tecnica dell’acquarietto da campo.

L’altra opzione è quella di appoggiarsi a ricercatori autorizzati e approfittare del loro lavoro sul campo per fare foto ai soggetti.

Qualora si dovesse maneggiare un Anfibio (specie non protette o in caso di soccorso, ad esempio per spostarlo dalla strada) bisogna inumidirsi sempre le mani e sarebbe molto meglio usare guanti sterili (non di lattice) per evitare la trasmissione di patogeni. Anche i  Rettili devono essere maneggiati con molta cura per evitare il rischio di ferirli e dunque si sconsiglia di toccarli anche a scopo di soccorso (un serpente in termoregolazione sull’asfalto può essere spostato senza toccarlo utilizzando semplicemente un bastone per muoverlo delicatamente). Infine quando ci si muove in ambienti umidi alla ricerca di anfibi è fondamentale disinfettare con uno spruzzino contenente acqua e candeggina (soluzione al 4-5% lasciandola agire per almeno 5 minuti) gli stivali prima e dopo ogni utilizzo allo scopo di evitare la diffusione del chitridio (un fungo molto pericoloso per gli anfibi che causa la chitridiomicosi)

Aspetti legali

Le normative che proteggono i Rettili, gli Anfibi e i loro Habitat in Italia sono diverse:

1) Convenzione di Berna (Consiglio d’Europa, Berna, 19-09-1979)

Ratificata in Italia con legge n. 503 del 05-08-1981 entrata in vigour il 01-06-1982.

Questa normativa protegge soprattutto gli habitat di specie rare, endemiche, vulnerabili o in pericolo di estinzione. È vietato per le specie elencate nell’Allegato II e III la cattura, la molestia e l’uccisione intenzionale, il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione o di riposo e la detenzione o il commercio di soggetti vivi o morti.

2) Direttiva Habitat 92/43/CEE e DPR n 357 08-09-1997

Questa direttiva ha lo scopo di conservare la biodiversità attraverso l’istituzione di Zone Speciali di Conservazione integrate nella rete Natura 2000. Le specie presenti nei vari allegati della Direttiva sono protette su tutto il territorio italiano. Secondo questa direttiva è vietato catturare, uccidere, disturbare (soprattutto durante il periodo riproduttivo), distruggere uova, rifugi, tane, siti riproduttivi di tutta una serie di specie incluse diverse specie di rettili e anfibi. Si ponga attenzione a un punto particolare di questa direttiva e cioè quando si fa riferimento alla distruzione dei rifugi; questo vuol dire che anche solo spostare un sasso all’interno degli habitat protetti, alla ricerca di rettili o altri animali, è vietato perché è un’alterazione dell’habitat e perché è anche un disturbo soprattutto in periodo riproduttivo o di ibernazione.

3) CITES Convenzione sul commercio internazionale delle specie in pericolo di estinzione (Convenzione di Washington)

Il Reg. (CE) 338/97 attua la CITES nell’Unione Europea

Questa convenzione disciplina l’esportazione o importazione di specie animali o vegetali a rischio di estinzione; le specie sono elencate in 3 appendici, in base alla loro importanza.

4) Catturare Rettili e Anfibi e manipolarli per fare delle foto può portare a gravi conseguenze per i soggetti se non si è esperti e se non si opera nel modo corretto dunque si può ricadere nell’articolo 544-bis del codice penale e 544 ter (Legge 20 luglio 2004 n 189 sul maltrattamento animale).

Chiunque, per crudeltà o senza necessità(2), cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche(3) è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro(4)

5) Sempre nella stessa legge del 20 Luglio 2004 n 189 è presente un ulteriore articolo che riguarda la fauna selvatica, l’Art 727 bis codiece penale: “Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette”

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, fuori dai casi consentiti, uccide, cattura o detiene esemplari appartenenti ad una specie animale selvatica protetta è punito con l’arresto da uno a sei mesi o con l’ammenda fino a 4. 000 euro.

6) Leggi regionali

Sono numerose le Regioni che si sono dotate di leggi regionali per la protezione della fauna minore e quindi di Rettili e Anfibi, Quadro normative regionali:http://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003600/3655-rapporto-75-2006.pdf/).

Lista delle specie protette

Le liste delle specie protette cui fanno riferimento alcune leggi come la legge del 20 luglio 2004 n.189 sono quelle indicate negli allegati IV della direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e allegato I della direttiva 2009/147/CE (Direttiva Uccelli). Potete trovare la lista completa a questo link:https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/specie-e-habitat-di-interesse-comunitario-in-italia-distribuzione-stato-di-conservazione-e-trend

vipera aspis

Problemi sanitari

Gli anfibi sono soggetti molto diffusi tra i fotografi naturalisti, soprattutto le specie esotiche, ma anche in Italia sono ricercati per scattare foto naturalistiche. A parte gli aspetti etici e legali già discussi nei paragrafi precedenti c’è da considerare un importantissimo ulteriore problema che coinvolge anche i fotografi, il problema sanitario. Centinaia di speciedi anfibi nel mondo si sono estinte a causa di patogeni introdotti e molte altre popolazioni sono a rischio per lo stesso motivo, anche nel territorio italiano. Gli agenti infettivi responsabili sono funghi  che possono rimanere attivi anche per delle ore su qualsiasi materiale che entra a contatto con l’acqua o con gli stivali ma vi sono anche i rana virus che sono molto resistenti. Girovagare frequentando zone umide diverse alla ricerca di anfibi può portare ad una ulteriore diffusione di questi patogeni in modo incontrollato.  Gli stivali e il materiale fotografico stesso possono facilitare il trasporto dei patogeni da un posto all’altro. Ecco perché è improtante disinfettare come si è già spiegato in precedenza.

https://www.parquenacionalsierraguadarrama.es/parque/blogs/blogs-sos/582-blog-sos-anfibios-72

Mustiolo, Suncus etruscus, Etruscan shrew

Piccoli Mammiferi

La cattura o il maneggiamento di Mammiferi è vietato da diverse leggi (Legge sulla caccia, Direttiva Habitat, Leggi regionali).

Solo Topi (muridi in senso generale) , Arvicole (ad eccezione dell’Arvicola delle nevi) e Talpe non sono protetti da alcuna legge. Possono essere catturati e fotografati in terrario ma anche in questo caso per evitare danni e stress ai soggetti è importante operare in modo corretto, sapere come gestirli, come catturarli e come maneggiarli al fine di arrecare meno stress possibile. Questi piccoli mammiferi, a metabolismo velocissimo, infatti, soffrono molto lo stress da cattura e maneggiamento così come lo stress da cattività e possono facilmente morire in pochi minuti.  Cattura e allevamento di queste specie, anche se non illegali, sono dunque assolutamente sconsigliate a chiunque non abbia conoscenze sufficienti, manualità, esperienza ed attrezzature adeguate; ovviamente una volta scattate le foto è importantissimo rimettere il soggetto nel posto in cui è stato catturato. Se ci si vuole dedicare a questi soggetti il miglior consiglio è quello di contattare zoologi specialisti che oprano in questo settore e seguire i loro studi sul campo così da avere buone occasioni fotografiche senza rischiare di arrecare danno ai soggetti che verranno maneggiati da mani esperte e con tutti i permessi necessari.

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